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Procedure Fallimentari

istanza di ammissione stato passivo per i lavoratori dipendenti e fornitori

Lo studio si occupa di preparare le pratiche per la dichiarazione di fallimento nel caso di crediti superiori a Euro 30.000 al fine di il poter aprire la procedura per un eventuale recupero sia dei creditori chirografi fornitori del insolvente non che i lavoratori dipendenti che hanno il credito al privilegio. Istanza di fallimento è presentata tramite il nostro studio presso legali con noi convenzionati

 

In caso di fallimento del datore di lavoro, il lavoratore ha due diverse e concorrenti strade per ottenere il pagamento di quanto ancora non gli sia stato versato. -

. Richiesta di intervento al Fondo di Garanzia presso l’INPS.

Tale richiesta si può fare solo per ottenere il pagamento del:

- Trattamento di fine rapporto di lavoro (cosiddetto TFR) non corrispostogli dal datore di lavoro;

- retribuzioni spettanti per gli ultimi tre mesi di rapporto di lavoro, purché rientrino nei dodici mesi anteriori alla data della domanda di fallimento

Requisiti per l’intervento del Fondo di garanzia sono dunque:

a) la cessazione del rapporto di lavoro subordinato;

b) l’apertura di una procedura concorsuale.

La domanda di intervento del Fondo (per la quale non c’è necessariamente bisogno di un avvocato) deve essere presentata dal lavoratore o dai suoi eredi alla sede dell’INPS nella cui competenza territoriale l’assicurato ha la propria residenza; se avanzata ad una Sede diversa essa verrà trasferita d’ufficio a quella territorialmente competente. La domanda può essere presentata sul modello appositamente predisposto (TFR/CL – SR50 – ,

La domanda va controfirmata dal Curatore della procedura fallimentare. I tempi per ottenere il pagamento sono relativamente brevi (se rapportati ai tempi della giustizia italiana).

2. Richiesta di insinuazione allo stato passivo del fallimento

Conviene sempre che, per tutti i restanti crediti non coperti dal Fondo di Garanzia, il lavoratore depositi anche una domanda, indirizzata al Tribunale ove si è aperto il fallimento, in cui chieda di essere ammesso al passivo: cioè di essere iscritto nelle liste dei creditori tra i quali saranno ripartiti i ricavi del fallimento. Anche per tale attività non è obbligatorio farsi assistere da un legale. È sufficiente dimostrare il proprio credito (per es. con buste paga, CUD, lettera di assunzione, ecc.).

 Generalmente è lo stesso Curatore del fallimento, subito dopo l’apertura della procedura, a inviare a tutti i creditori (compresi quindi gli ex dipendenti) una lettera in cui li invita a presentare domanda di ammissione allo stato passivo e spiega loro come fare.

Dopo la domanda e la successiva udienza per l’ammissione al fallimento, i lavoratori verranno pagati con gli eventuali ricavi derivanti dalla vendita dei beni dell’impresa fallita. Condizione perché ciò avvenga è che, ovviamente, vi siano beni da liquidare o che le aste vadano a buon fine: una condizione di tutt’altro facile avveramento, atteso che gran parte dei fallimenti si chiudono sempre per mancanza di moneta con cui pagare i creditori intervenuti.

È proprio per evitare, al lavoratore, il rischio di rimanere insoddisfatto qualora tali vendite non si realizzino, che è stato istituito il Fondo di Garanzia di cui abbiamo appena parlato.

Nell’ipotesi in cui la procedura fallimentare riesca a realizzare dei ricavi dalla vendita dei beni dell’impresa, i ricavi serviranno per pagare i creditori. I lavoratori, però, saranno pagati in via privilegiata rispetto agli altri creditori intervenuti nel fallimento (in proposito, si dice che essi vantano un “privilegio”). I lavoratori hanno la precedenza rispetto a ogni altro credito privilegiato.

Lo Stusio Labor SNC assiste il creditore privilegiato, e o chirografo al recupero dei sui crediti.